23 Novembre 2018

Nel mercato delle professioni legali vanno sempre più di moda i curricula alternativi

MICHELE D'AGNOLO

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Abstract

La digitalizzazione cambia profondamente le regole di accesso e i parametri di successo di alcune professioni. Tra queste, una delle più incise è quella dell'avvocato. La tecnologia dovrebbe rappresentare, quantomeno per l'attività forense e per l'attività di mediazione e conciliazione, un elemento abilitante e non sostitutivo, mentre sarà probabilmente più invasiva con rispetto all'attività di ricerca e produzione documentale. Si pensi ad esempio all'impatto sullo studio legale dei big data, dell'intelligenza artificiale e della blockchain.

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La tecnologia crea economie di scala e rende necessari maggiori investimenti, stimolando l'aggregazione e inducendo un fabbisogno di competenze manageriali. L'ipercompetizione spinge a dotarsi di spiccate competenze di marketing e business development.

L'avvocatura italiana si affaccia alla rivoluzione digitale con una compagine ancora molto numerosa, frammentata e decisamente poco preparata e poco aperta alle nuove esigenze del mercato.

Ibridare le competenze

Un modo per differenziarsi e divenire più appetibili sul mercato delle professioni legali, soprattutto per un giovane giurista, è quello di coniugare competenze provenienti da discipline diverse, anche apparentemente distanti tra loro, ma invece oggi funzionali alle nuove esigenze dei clienti.

Presentiamo a seguire una rapida carrellata di ibridazioni potenzialmente favorevoli per competere nel presente e nel futuro della professione legale.

Giusingegneri e giusbiologi

Servono persone capaci di coniugare la conoscenza delle più moderne tecnologie con la conoscenza giuridica, per essere impiegate ad esempio nel vasto e variegato mondo della tutela della proprietà intellettuale e nello sviluppo delle startup. Ingegneri, fisici e biologi hanno una preparazione aristotelica, e spesso non riescono proprio a comprendere la struttura sfocata, analogica e umanistica dell'interpretazione giuridica. La preparazione per queste figure è complessa e sembra dover passare necessariamente da una laurea doppia in quanto sono necessarie significative conoscenze di entrambi i mondi.

Giuseconomisti

E' incredibile il vantaggio competitivo che già oggi hanno i pochi legali che hanno una solida preparazione aziendalistica alle spalle. Sono diventati loro i moderni sostituti del classico commercialista di una volta, confessore e confidente dell'imprenditore. Il commercialista è oggi sfavorito in quanto è una figura che manca spesso della visione contenziosa e dell'aspetto probatorio dei diritti connessi ai problemi d'azienda. La preparazione economica può arrivare prima, con un diploma di ragioneria, ma anche dopo, ad esempio con un MBA o un master in finanza.  Gli studi dei commercialisti, oggi alle prese con un vistoso calo di vocazioni e talenti, stanno già "pescando" tra i giovani legali, spesso delusi del proprio percorso di carriera. Molto probabilmente anche i principi contabili non sono altro che "regole" per le quali serve innanzitutto un bravo interprete, visto che le elaborazioni numeriche sono e saranno sempre più appannaggio delle macchine.

Infoavvocati

Per le nuove sfide servono competenze informatiche molto sviluppate. Nasce l'infoavvocato o il giurismatico, soggetto capace di utilizzare gli strumenti informatici e di intelligenza artificiale a scopo professionale, cioè per tutelare gli interessi e i diritti dei propri clienti. Ma anche analista capace di interpretare i processi del diritto per informatizzarlo e pacchettizzarlo. In questo campo l'infoavvocato può sbaragliare intere generazioni di legali, generalmente piuttosto in difficoltà con innovazione, cambiamento e investimenti in tecnologia.

Giuscommerciali

Altro soggetto molto interessante è il giuscommerciale, capace di inventare nuovi servizi legali e di proporli nel modo corretto, sviluppando la clientela. Solide basi di marketing, psicologia del consumatore e business development devono accompagnare la preparazione giuridica del candidato. Gli esperti stimano che ci siano molte possibilità ancora inesplorate nel mercato legale, in quanto ad esempio molti cittadini non conoscono i propri diritti o sono rassegnati per gli elevati costi di accesso e pertanto non fruiscono dell'expertise dei legali.

Psicogiuristi

Spesso si dice che il professionista deve essere anche un po' psicologo. E allora perché non prepararsi sul serio affiancando alla preparazione tecnica anche quella relativa alla comunicazione e alla conoscenza del cervello umano?

Vengono così alla ribalta gli Psicogiuristi, avvocati capaci di relazionarsi nel modo più appropriato con clienti, testimoni, colleghi e giudici, vedendo cose che gli altri non vedono. 

Giusmanager

C'è un crescente bisogno anche di competenze gius-manageriali. Negli studi di più grande dimensione, servono professionisti capaci di allenare, far crescere e gestire team di giuristi, portandoli a raggiungere i loro obiettivi. Oltre ad essere dei bravi avvocati, serve grande capacità di leadership ed una robusta preparazione in organizzazione aziendale e management, con una buona conoscenza degli strumenti informatici applicativi. Infatti i professionisti in generale e gli avvocati in particolare sono tra i soggetti più difficili da organizzare e gestire, a motivo della loro forte personalità e del loro sviluppato individualismo, scetticismo e orgoglio personale. Qualità indispensabili per difendere i clienti, ma da armonizzare bene all'interno di una squadra.

Nuove regole di accesso e nuove scuole

La tecnologia sta cambiando completamente le regole di accesso negli studi legali, soprattutto quelli di maggiori dimensioni. 

La progressiva riduzione del lavoro di routine dovuta alla robotizzazione tendenzialmente riduce le chances di entrare in un grande studio internazionale o indipendente e probabilmente frena anche quella di fare carriera. Il modello a piramide, tipico di queste strutture, tende a diventare più appuntito e più basso di prima, con un numero minore di nuovi junior per partner e con un numero minore di livelli gerarchici. Alla tradizionale leva della juniorizzazione si sostituisce quella della robotizzazione.

Arriverà il giorno in cui a motivo della tecnologia gli studi legali avranno solo senior. Strani eserciti composti solo di colonnelli e di generali. Per entrare in queste realtà occorrerà probabilmente una lunghissima esperienza scolastica, fatta negli ultimi anni su casi pratici o simulazioni, non dissimile a quanto accade nelle accademie aeronautiche o nelle attuali specializzazioni mediche. E' possibile che queste scuole siano istituite e gestite direttamente dai grandi studi legali.

Siamo ancora al fai da te

I corsi universitari di giurisprudenza che nascono già con un taglio ed un approccio multidisciplinare non sono molto diffusi. La differenza la farebbero, soprattutto negli ultimi anni di studi, le esperienze pratiche ed i laboratori ai quali gli studenti andrebbero esposti. Al giurista che si formasse in una facoltà tradizionale non resta che arricchire la sua preparazione con corsi elettivi di altre facoltà e lavorando alle proprie abilità trasversali strada facendo, dalla patente ECDL alle competenze come parlare in pubblico, risolvere problemi, gestire progetti, ai corsi di coaching, alle summer school in management delle università straniere. La letteratura in materia di informatica giuridica e di management legale è significativa in Italia ed è ormai pressoché sconfinata per chi conosce la lingua inglese. In alcuni casi si può fruire anche dei corsi online che alcune prestigiose università americane rendono disponibili ormai gratuitamente, e che alcune università italiane a distanza consentono di acquistare anche singolarmente.   

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