11 Giugno 2018

Intervista al Country Representative Switzerland di ACC Federico Piccaluga

di ANTONIETTA D'AGNESSA

Immagine dell'articolo: <span>Intervista al Country Representative Switzerland di ACC Federico Piccaluga</span>

Abstract

ACC (Association of Corporate Counsel) è la più grande organizzazione internazionale di giuristi d’impresa, con sede principale a Washington e oltre 40.000 membri presenti in 85 diversi paesi del mondo. Una fitta rete globale che trova la sua forza nel capillare radicamento sul territorio, effetto, in primis, della dedizione e del carisma dei suoi Country Representative.

Ed è ad uno di loro, Federico Piccaluga, che dedichiamo questa breve intervista. General Counsel italiano di origine genovese, dal novembre 2016 è alla guida della divisione svizzera dell’Association of Corporate Counsel Europe (ACC Europe). Un impegno che, come racconterà, si esprime tra l’altro in momenti di incontro formativi e occasioni di networking, come quello in calendario il prossimo 13 giugno a Lugano. Scopriamo quindi cosa bolle in pentola...     

Avvocato Piccaluga, quali sono gli obiettivi e la mission che si pone quale Country Representative per la Svizzera dell’ACC?

«Gli obiettivi perseguiti dall’ACC sono essenzialmente quattro: informare, fare networking, fare lobbying e promuovere la formazione per gli In-House. Le linee guida sono chiare. Sta poi a ciascun Country Representative declinarle sulla base delle peculiarità proprie del territorio.

Ad esempio, in Svizzera, stiamo portando avanti un’importante battaglia relativa alla questione del “legal privilege”, che vede i giuristi d’impresa impegnati nella rivendicazione di parità di trattamento sotto il profilo dell’“indipendenza” a quella degli avvocati del libero foro. Una questione già dipanata in diversi paesi europei, ma nevralgica per tutti quelli dove le imprese non possono ancora avvalersi dei propri legali interni in giudizio».

Ma cosa fa un Country Representative in concreto?

«Nell’operatività, per dare concretezza agli obiettivi dell’associazione, organizzo momenti dedicati alla formazione e al networking fondamentali per creare una coscienza comune e condivisa tra gli In-House. Nel corso dell’anno, infatti, prevediamo diverse iniziative, sostanzialmente di due diverse nature: da un lato eventi volti ad approfondire e discutere temi d’interesse e d’aggiornamento e dall’altro momenti d’incontro per sensibilizzare e allargare la rete dei membri dell’associazione».

Ci parli del prossimo evento in calendario.

«Il prossimo evento si svolgerà a Lugano mercoledì 13 giugno.  Si tratteranno tre temi in particolare: primo il legal professional privilege affrontato da Irina Michalowitz, consulente di ACC Europe; a seguire il Whistleblowing e la riforma tributaria svizzera, entrambi spiegati dallo Studio Bär & Karrer. I lavori si chiuderanno alle 20:00 con una “Standing dinner”.

Un evento che ha incontrato l’interesse di molti: gli iscritti oggi sono oltre 60. Con orgoglio, infatti, posso dire che finora abbiamo riscontrato sempre una grandissima partecipazione alle nostre iniziative!»

Concludiamo con i programmi dopo la sosta estiva. Cosa proponete?

«Si riparte a settembre con un corso a più puntate sul diritto svizzero: cinque incontri che nascono proprio dall’esigenza manifestata da diversi colleghi In-House. Il 50% dei giuristi d’impresa è, infatti, di origine straniera e ci troviamo dunque ad operare con un diritto che di fatto non è il nostro».

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