06 Novembre 2019

Le più grandi aziende al mondo si occupano di temi sociali. E gli studi legali?

MARIO ALBERTO CATAROZZO

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Abstract

I Millennials stanno riscrivendo le regole di comunicazione delle aziende. Non interessa più sapere quanto si è bravi, bensì in cosa si crede e cosa si è disposti a fare per un business sostenibile sotto tutti i punti di vista. Oggi i giovani cercano un equilibrio tra lavoro e vita privata che li renda felici e cercano di realizzare i propri ideali nelle organizzazioni in cui lavorano. Sarà davvero iniziata l’Impresa 4.0? E gli studi legali dove sono in questo processo di cambiamento? Come comunicano? Cosa comunicano? Saranno capaci di stare al passo con i tempi ed attrarre i giovani talenti? 

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È recente la notizia della Business Roundtable dove i più grandi CEO di multinazionali americane hanno firmato un documento dove si legge che per il futuro la sostenibilità delle scelte imprenditoriali dovrà venire prima del profitto aziendale. Temi come la tutela dell’ambiente, la gestione delle risorse, le opportunità per i giovani e l’accesso al lavoro per le donne con tutela del ruolo della maternità sono diventati centrali nelle agende dei più grandi uomini di business del mondo. Al di là delle polemiche di scettici e detrattori, già il semplice fatto che se ne parli in modo compiuto e su palcoscenici così centrali per l’economia mondiale fa ben sperare. La sensibilità su determinate tematiche è stata sdoganata da tempo e se inizialmente sembravano solo azioni di marketing, ora diventano pilastri delle scelte di business. 

I Millennials sono più sensibili delle precedenti generazioni a tali tematiche e le loro scelte di consumo seguono anche queste nuove vie, dove la sostenibilità, una visione più ampia del proprio orticello e il partecipare alle sorti del mondo portando un valore aggiunto sembra essere imprescindibile.

Le aziende che sposano certe tematiche e seguono stili di vita sostenibili sono ambite dai giovani e così migliora la propria reputazione e l'attrattività verso le nuove leve del mondo del lavoro. In altri termini, un’azienda dove i giovani desiderano andare a lavorare, non solo per avere un posto di lavoro, ma perché sentono di poter trovare realizzazione di ideali, stili di vita e sistemi di valori, è un’azienda più forte sul mercato anche verso i propri clienti. Insomma, scelte valoriali e strategiche.

Per noi che ci occupiamo del mercato legale, la domanda è dove sono allora i grandi studi, vere e proprie aziende di professionisti? Cosa aspettano a dichiarare e condividere il proprio sistema di valori? Uno studio legale che porta benessere al mondo circostante, che crea le condizioni per lo sviluppo dei giovani, che tutela concretamente la maternità, che ha cura dell’ambiente, insomma che non fa del profitto la sua prima ragione di vita, ma del benessere collettivo, potrebbe rappresentare la nuova era delle professioni. Invece assistiamo a sole (poche) petizioni di principio, a studi che usano in modo maldestro il marketing sociale, a studi che sono completamente sordi ai cambiamenti culturali intorno a loro.

Speriamo che il 2020 ci riservi qualche bella sorpresa, con la nascita di una nuova coscienza sociale e morale degli studi legali. Aspettiamo lo studio legale sostenibile, dentro e fuori.

 

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