18 Aprile 2024

Le sfide del Gruppo Ferragamo per la sostenibilità

REDAZIONE

Immagine dell'articolo: <span>Le sfide del Gruppo Ferragamo per la sostenibilità</span>

Abstract

«La sostenibilità è un viaggio che noi percorriamo a passi veloci, avendo ben in mente la direzione da seguire e l’equipaggiamento di cui abbiamo bisogno». Così Claudia Ricchetti e Davide Triacca, rispettivamente General Counsel & Company Secretary e Sustainability Director di Ferragamo S.p.A., raccontano la sostenibilità nella capo Gruppo del Gruppo Salvatore Ferragamo. Li abbiamo intervistati per raccogliere spunti concreti e conoscere gli obiettivi dell'azienda nel medio e lungo termine.

***

Salvatore Ferragamo S.p.A. è un’azienda che produce in Italia. Cosa vuol dire per voi essere "Made in Italy"?

“Made in Italy” significa produrre in Italia e valorizzare il tessuto produttivo artigianale italiano, supportandone l’evoluzione. Così ha fatto il nostro fondatore e così continuiamo a fare noi. Significa selezionare imprese sul territorio. Al fine di garantire la qualità del prodotto, il nostro gruppo segue con attenzione le fasi di maggior rilievo della catena di fornitura, richiedendo ai propri fornitori di sottoscrivere un codice di condotta, disponibile sul nostro sito internet e di affidarsi a un solo livello di subfornitura, così da garantire maggiore controllo qualitativo lungo la filiera.

Allo stesso modo, il nostro Gruppo cura direttamente le fasi di sviluppo e industrializzazione del prodotto, effettuando il controllo di qualità e sicurezza, sia a monte sia a valle del processo produttivo, sull’intera produzione. “Made in Italy” significa anche essere consapevoli che l’Italia è fatta di tantissime comunità locali e noi ci impegniamo a conoscerle e rispettarle, per generare valore condiviso.

 

Produrre in Italia non è semplice, considerando diverse variabili non di poco conto, tra cui costi e burocrazia: è una scelta etica o una scelta coraggiosa?

L'impegno a favore della sostenibilità è stato costruito nel corso degli anni come un modello comportamentale senza compromessi, prendendo ispirazione dai valori intrinseci alla storia di Salvatore Ferragamo: la passione per l'eccellenza artigianale, la creatività e l'innovazione Made in Italy. La comprensione e il rispetto di tali principi si traducono in comportamenti eticamente corretti, tanto nei rapporti interni quanto esterni, contribuendo in modo significativo al supporto del Gruppo in termini di crescita economica e credibilità.

È evidente che questo implica una costante attenzione alle norme, che monitoriamo attraverso una funzione dedicata all’interno della direzione legale e la partecipazione ad alcune associazioni di categoria come Confindustria Moda e Camera della Moda. Ci siamo dotati di un’apposita procedura per la compliance normativa che integra la mappatura dei rischi aggiornandoli e, al contempo, abbiamo avviato la sperimentazione con un provider esterno che offre un tool denominato Libryo, che offre un servizio di aggiornamento normativo sulla compliance di prodotto nei vari paesi in cui viene venduto. La nostra attenzione alla conformità del prodotto non è né può essere limitata al solo territorio italiano perché vendiamo i nostri prodotti in tutto il mondo.

 

A proposito del vostro impegno nella sostenibilità, vi reputate un’azienda sostenibile?

Al contrario, la nostra forza e il nostro vantaggio competitivo sono proprio frutto della consapevolezza di non essere (ancora) sostenibili. La sostenibilità è un viaggio che noi percorriamo a passi veloci, avendo ben in mente la direzione da seguire e l’equipaggiamento di cui abbiamo bisogno.

Uno di questi, forse quello più ingiustamente sottovalutato da altri, è la governance della sostenibilità. In Ferragamo ci siamo dotati di un ESG Steering Committee che segue da vicino la “rotta” della sostenibilità, e di gruppi di lavoro composti dalle funzioni interne (Sostenibilità, Prodotto, Comunicazione, IT, People, Compliance, Merchandising, HR) che presidiano l’avanzamento verso gli obiettivi di sostenibilità del piano approvato annualmente dal Consiglio di Amministrazione. Abbiamo poi un comitato endoconsiliare che si occupa di sostenibilità ed in ultima analisi il Consiglio di Amministrazione che rivede periodicamente il piano e lo aggiorna. La nostra sostenibilità pensiamo abbracci i fattori Ambientali, Sociali e di Governance. Quello che facciamo, gli obiettivi che ci siamo dati sono pubblicamente disponibili nella nostra rendicontazione di sostenibilità e nella sezione del nostro sito corporate dedicata interamente alla sostenibilità. Inoltre ci piace ricordare che a partire dal 18 marzo 2024 siamo rientrati nell'indice MIB ESG di Euronext, il paniere Environmental, Social and Governance dedicato alle blue-chip italiane che individua le prime 40 aziende quotate che presentano le migliori pratiche ESG.

 

Quali azioni state compiendo per l’ambiente e per gli stakeholder?

Ambiente significa emissioni, biodiversità, acque, e molto altro. Oggi oltre l’80% del nostro fabbisogno energetico è ricavato da fonti rinnovabili, grazie ad un mix tra energia fotovoltaica autoprodotta e acquisto di certificati di origine. Questo ha ridotto in modo determinante le nostre emissioni dirette di gas serra, e abbiamo coinvolto i nostri partner principali per ridurre in modo importante anche quelle indirette, verso l’obiettivo Net Zero al 2050. Nel 2021 il Gruppo ha pubblicato il proprio Manifesto per la Biodiversità, che formalizza il commitment in ambito di tutela della biodiversità, con l’obiettivo di contribuire in modo positivo alla salvaguardia dell’ambiente. Mappiamo i nostri fornitori di materie prime più rappresentativi rispetto al loro utilizzo dell’acqua e delle sostanze chimiche, definendo limiti stringenti. Inoltre, nel 2022, è stato esteso a tutta Italia il perimetro di certificazione del Sistema di Gestione dell’Energia secondo la norma ISO 50001:2018[1] che, oltre a essere stata mantenuta, nel 2023 è stata estesa a tutti i negozi nell’area retail in Italia. Nel corso degli anni il Gruppo ha continuato la progressiva introduzione di materiali a minor impatto ambientale all’interno delle proprie collezioni e del packaging. Per quest’ultimo, in particolare, stiamo progredendo in modo spedito verso l’obiettivo di eliminare la plastica non necessaria dal nostro packaging sia destinato al cliente finale, sia al B2B. Presto, su questo, avremo novità importanti...

Infine abbiamo avviato un programma strategico per ridurre la generazione di scorte di materie prime e aumentare il riutilizzo delle scorte esistenti in modo nuovo e circolare, monitorate attraverso indicatori specifici. La Commissione Europea è particolarmente attenta al tema della riduzione dei rifiuti nel settore della moda. Sebbene questo sia un vulnus soprattutto del fast fashion, noi vogliamo impegnarci anche su questo fronte. Emblematico il caso francese che ha introdotto una legge per vietare la pubblicità dei prodotti di abbigliamento ed accessori a basso costo.

Attenzione però, parlare di ambiente senza parlare di persone (la “S” di ESG!), sarebbe miope e pericoloso: le nostre politiche ed i nostri comportamenti mettono le persone al centro, siano clienti, collaboratori o le comunità locali.

 

Perché, seppur lo meritino per status, non rinominate i vostri prodotti come “sostenibili”?

Il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno dato il via libera definitivo alla Direttiva sulla “responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell'informazione”. L‘obiettivo della Direttiva che entrerà in vigore nel 2026 è di assicurare una maggiore trasparenza sul mercato con benefici per consumatori e concorrenza. Saranno vietate le affermazioni generiche se non è dimostrata un’eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali, ad esempio sono vietate espressioni come “rispettoso dell'ambiente", "ecocompatibile", "verde", "amico della natura", "ecologico", "biodegradabile” o asserzioni analoghe che suggeriscono o danno l'impressione di un'eccellenza delle prestazioni ambientali che non siano supportate da prove.  

Avevamo seguito con attenzione tutto il processo che ha portato all’approvazione della Direttiva fornendo aggiornamenti periodici allo ESG Steering Commitee e al Comitato Sostenibilità. Ora abbiamo organizzato  un focus specifico sui claim ambientali dedicato alle funzioni di marketing e sostenibilità con l’obiettivo di fornire delle linee guida e di prepararci per l’ottenimento delle certificazioni che ci consentiranno di fare dei claim fondati su dati reali. La direzione della direttiva è senz’altro giusta e sarà premiante per chi, come Ferragamo, ritiene che la sostenibilità debba essere: concreta, radicale e trasparente.

 

Quali sono i vostri obiettivi a breve termine? E quali gli obiettivi a lungo termine?

Il Piano di Sostenibilità del Gruppo, di orizzonte temporale triennale (2024-2026), si delinea su cinque pillar: Carbon Emission Reduction, Sustainable Materials with Focus on Leather, Circular Economy and Recycling, Supply Chain Transparency and Local Focus, Foster Diversity, Equity, Inclusion & Belonging. Ma ci piace fare esempi concreti: nel 2023, Ferragamo ha rafforzato il proprio impegno partecipando al Monitor for Circular Fashion. Abbiamo contribuito attraverso lo sviluppo di un progetto pilota in cui è stata realizzata una nuova versione dell’iconica ballerina Varina seguendo i principi dell’eco-design e dell’economia circolare nelle fasi di approvvigionamento delle materie prime e di fabbricazione dei semilavorati. La pelle della tomaia è stata infatti sottoposta a test di durabilità e di sicurezza chimica; si tratta inoltre di pellame riciclato e avente tracciabilità verificata dall’allevamento fino all’assemblaggio del prodotto. La ballerina presenta anche una suola in pelle certificata ISO 11427 ed un fiocco in viscosa proveniente da fonti gestite responsabilmente. Infine, l’ultima fase della filiera produttiva è avvenuta presso la nostra sede, alimentata interamente da energia proveniente da fonti rinnovabili. 

Nel corso del 2024, infine, ci proponiamo di avviare nuove progettualità legate ai materiali e processi a basso impatto ambientale volte al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del Gruppo, ad esempio nel ricercare e trovare delle alternative e soluzioni sostenibili e nel rendere la catena di fornitura sempre più trasparente e responsabile del proprio operato, sia dal punto di vista ambientale e chimico, sia dal punto di vista sociale e di compliance con le legislazioni, le normative e gli standard vigenti, nazionali ed internazionali.

Sostenibilità fa rima con innovazione e con creatività, e in questo senso il nostro lavoro è quello di creare le condizioni affinché le energie migliori, che spesso arrivano dalle persone con minore seniority, imbocchino una sorta di “fast track” che consenta alle idee migliori di vedere la luce. Potremmo definirlo un ecosistema di sostenibilità davvero fertile.

Anche per questo, per promuovere la diversità e l’inclusione, nel 2020 è stato avviato un percorso di cultural change focalizzato sulla diversità, l’equità, l’inclusione e il senso di appartenenza (DEI&B). Attraverso percorsi formativi e attività specifiche, il Gruppo mira ad accrescere la consapevolezza del valore della diversità e dell’inclusione nel modello di business.

Altri Talks