11 Febbraio 2019

LEADER

MONICA RUOCCO

Immagine dell'articolo: <span>LEADER</span>

Abstract

I leader ottengono risultati nonostante l’ambiente, non grazie all’ambiente (R. Peshawaria)

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Mai come ora risulta necessario che il professionista indossi l’abito da LEADER per affrontare le nuove sfide e le persistenti difficoltà che il mercato ogni giorno propone, l’ambiente è in continua mutazione con velocità che spesso non riusciamo a sostenere, le opportunità spesso si nascondono nella fretta di quotidiane incombenze.

I liberi professionisti affrontano ogni giorno situazioni del tipo:

  • burocrazia impazzita, sappiamo quando inizia una pratica ma non abbiamo idea di quando e se, terminerà, degli imprevisti che sorgeranno per la realizzazione del servizio, quali adempimenti cambieranno o saranno sostituiti per effetto di un adeguamento tecnologico impazzito, spesso a random, senza programmazione e preparazione degli utenti;
  • mancanza di fiducia sulle Istituzioni, che siano i Tribunali o l’Agenzia delle Entrate, l’Inps o i vari Enti pubblici, spesso inadeguati a rispondere ad esigenze di semplificazione, velocità, equità, prevalenza della sostanza del problema rispetto alla sua forma;
  • clienti diffidenti e agguerriti, stanchi di rispondere a mille tecnicismi che rendono complicato anche il lavoro più semplice, che affrontano l’avvocato come potenziale competitor di differenti interessi, anziché vederlo come partner e fare gioco di squadra;
  • colleghi professionisti con la sindrome della “carestia”, paura che non ci sia lavoro per tutti, che il lavoro vada ottenuto a tutti i costi e con qualunque mezzo, qualche volta anche non deontologicamente corretto;
  • collaboratori di studio e dipendenti impauriti dalle difficoltà quotidiane, sempre sulla difensiva e pronti a giustificare la poca assunzione di responsabilità nello svolgimento dei compiti richiesti, più interessati allo stipendio a fine mese e alle ferie da programmare, che motivati ad una crescita lavorativa a vantaggio proprio e di tutto lo studio;
  • situazioni stressanti da gestire quotidianamente, depauperando fisico e mente, con conseguente mancanza di lucidità e autorevolezza.

Di fronte ad un labirinto così complesso, difficilmente il professionista, con le sole abilità tecnico/giuridiche acquisite dallo studio universitario e dalla pratica, riuscirà a trovare in modo celere la giusta via per uscirne, rispettando le variabili indispensabili di efficacia ed efficienza!

Affrontiamo la tematica utilizzando alcune strategie di coaching.

Chi è il LEADER?

E’ un visionario, entusiasta dei nuovi progetti e delle nuove sfide, ha energia per sé e ne diffonde a chi gli ruota intorno, progetta prima nella mente ciò che vuole attuare poi in concreto, trasforma le paure in opportunità, i fallimenti in vantaggi nell’avere consapevolezza che la strategia adottata non è quella giusta, non obbliga i collaboratori a seguirlo ma crea le condizioni perché lo facciano spontaneamente.

Il LEADER ha obiettivi entusiasmanti e li sa condividere con gli altri, vive “nell’abbondanza” in quanto sa che c’è spazio per tutti, non teme il confronto e lo scambio di opinioni, anzi ritiene sia un momento di crescita ed eventuale trasformazione e cambiamento.

Il uno studio professionale cosa fa un LEADER?

Usa un linguaggio progettuale, prima con sé stesso e poi con il suo team, come ad esempio:

  • quale è il nostro obiettivo di studio? Quale è il nostro target di clientela? Cosa sappiamo fare in modo eccellente? Siamo i migliori in questo? Dobbiamo differenziarci ulteriormente? Dobbiamo cercare altri partner per fornire ulteriori servizi?
  • le strategie che stiamo adottando sono quelle giuste? Abbiamo un sistema di controllo interno che ci permette di monitorare i progressi e gli eventuali imprevisti?
  • abbiamo una “memoria” scritta di cosa non è andato bene nel passato per imparare e migliorare?
  • se continuiamo su questa strada, dove arriveremo? Abbiamo altre strade disponibili?
  • cosa possiamo fare di nuovo per essere più competitivi, meno stressati e lavorare meglio?
  • cosa possiamo smettere di fare, in quanto non più coerente con la nostra realtà? Quante abitudini acquisite dal passato sono ancora valide ed attuali e quante è meglio abbandonare?

Il leader supporta i collaboratori vedendone le potenzialità, quindi ciò che potranno saper fare rispetto a ciò che sanno fare ora! Li allena all’autonomia decisionale, alla responsabilità nei confronti del cliente e non del capo, coltiva relazioni autentiche con loro anche semplicemente chiedendo “come stai?”, supporta nei momenti di crisi e anziché coltivare il panico lo attenua e convoglia l’energia nelle direzione del “creare” rispetto al “distruggere”.

Serve INTELLIGENZA EMOTIVA (Daniel Goleman) per essere un professionista Leader, l’intelligenza razionale non è sufficiente.  

I Leader in prima battuta devono saper gestire loro stessi e il loro stato d’animo, le loro emozioni, restando focalizzati sugli obiettivi soprattutto nei momenti di difficoltà e crisi. Solo così saranno poi in grado di sintonizzarsi con i propri collaboratori e con i clienti, creando relazioni di valore comune.

Il professionista Leader è orientato ad ottenere risultati, a trovare soluzioni agli ostacoli anziché trovare scuse, è sempre in azione per capire cosa succede fuori e dentro lo studio. Non passa tutto il suo tempo nello svolgere l’attività di Avvocato, la delega.

Essere bravi Avvocati può risultare relativamente semplice: studio, approfondimento e dedizione.

Essere bravi Leader è un altro lavoro. La leadership è una professione a sé, è un’arte e una scienza.

Indispensabile quindi dotarsi di una mentalità vincente, da Leader, abbandonando la convinzione comune che se vinco io, perdi tu, individualista all’ennesima potenza!

La nuova credenza potenziante deve essere win - win, tutti vincitori e nessun perdente.

L’università dovrebbe preparare a ciò e lo studio, quando fa le selezioni e fa crescere i giovani, dovrebbe valorizzare questi talenti.

La verità è che, scuole ed università già faticano a trasmettere le materie tecniche specifiche riferite al corso di studi, hanno la pretesa di voler riempire dei contenitori, anziché accendere fuochi della conoscenza e del sapere.

Non considerano che, sollecitando e stimolando la crescita individuale, la motivazione, le abilità relazionali e comunicative, di conseguenza risulterebbe facilitato l’apprendimento individuale e collettivo, con maggiore consapevolezza del proprio potenziale.

Con questo paradigma culturale, il “fai da te “diventa indispensabile, per sviluppare soft skills adeguate,  l’aiuto arriva dal coaching, che ha il fine di allenare il cervello e accompagnare l’individuo alla piena autonomia emozionale e relazionale, così da essere sempre presente a sé stesso e agli altri, nonostante le condizioni, spesso avverse, dell’ambiente.

Il mio mentore e coach, Mario Alberto Catarozzo, dice spesso che la nostra mente è come un orto: ciò che piantiamo, crescerà. Seminando semi di ortica, crescerà ortica; seminando semi di orchidea, nasceranno orchidee.

Ai professionisti Senior consiglio di valutare un percorso di coaching, sia personale che di team.

Sono personalmente ambasciatrice della trasformazione avvenuta dopo aver acquisito la consapevolezza di chi sono, di dove voglio andare e di chi voglio diventare.

Solo così posso essere pronta a supportare giovani e meno giovani e accompagnarli nel loro percorso di crescita, personale e professionale.

Non parole, ma fatti, scelte importanti e azioni concrete.

Per stimolare la riflessione vi riporto alcune domande chiave da porsi identificate da Brian Tracy, stimato esperto di dinamica aziendale, di efficienza, di espressione del potenziale:

  • quali sono le attività che danno maggior valore?
  • perché sono pagato? Cosa esattamente faccio nel mio lavoro? Quali risultati voglio raggiungere?
  • cosa posso fare io, e solo io, che se fatto bene farà davvero la differenza? E se non lo fai tu non lo farà nessuno?
  • come posso usare al meglio il mio tempo?

I Leader pianificano e programmano usando carta e penna. Buon lavoro, cari Professionisti Leader!

 

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