16 Aprile 2018

Le utility guidano il cambiamento

di ALESSANDRO RENNA

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Abstract

Nuovi paradigmi di legal procurement sono oggi possibili nel settore pubblico. Le utility italiane lo stanno mostrando al mercato. Ecco come.

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Cosa hanno in comune Acqualatina S.p.A. (www.acqualatina.it), G.O.R.I. S.p.A. (www.goriacqua.com) e Umbra Acque S.p.A. (www.umbraacque.com)? Sicuramente si occupano tutti di gestire l’erogazione di servizi idrici nel rispettivo territorio di riferimento, ma non solo.

I tre operatori hanno investito recentemente in progetti, attualmente in fase di lancio, che prevedono l’utilizzo di piattaforme digitali per la gestione dell’affidamento di incarichi di patrocinio, ossia di incarichi “esclusi” dall’applicazione del Codice dei Contratti Pubblici ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett. d) del Codice stesso ma soggetti ai principi ivi stabiliti all’art. 4, ossia economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità.

Si tratta di piattaforme che consentono in sostanza di:

  • creare e manutenere un albo avvocati profilato secondo le aree e i parametri di interesse;
  • svolgere procedure comparative, basate su criteri sia qualitativi sia economici, denominate in gergo “beauty contest”;
  • estrarre in modo automatizzato i dati soggetti a pubblicazione ai sensi del d.lgs. 33/2013 (trasparenza).

Per dar conto di questo nuovo trend di mercato abbiamo intervistato Tiziana Ferrantini, General Counsel di Acqualatina, Mario Percuoco, General Counsel di Gori e Tiziana Buonfiglio, Amministratore Delegato di Umbra Acque, chiedendo di raccontare al pubblico dei 4cLegal Talks il loro punto di vista.

Ecco come hanno risposto alle nostre domande.

Come è maturata l’idea di realizzare un progetto così ambizioso?

Tiziana Ferrantini: “Il progetto sorge della volontà della Società di dotarsi di strumenti il più possibile trasparenti per la selezione, e la conseguente scelta, dei Professionisti che andranno con la predetta a collaborare. L’adesione al progetto consente non solo di raggiungere il già menzionato obiettivo della trasparenza ma anche di individuare, mediante logiche e criteri determinabili, i migliori competitor al fine di assicurare collaborazioni efficienti per ogni settore”.

Mario Percuoco: “L’idea è maturata nell’ambito di ragionamenti comuni con ACEA S.p.A. socio industriale di G.O.R.I. S.p.A.. In particolare, la ragione principale che ci ha spinto a dotarci di una piattaforma per l’affidamento degli incarichi legali esterni, nasce dalla volontà generale di organizzare tutte le aree aziendali secondo criteri di trasparenza ed efficienza e, quindi, di avvalersi delle migliori professionalità sul mercato legale”.

Tiziana Buonfiglio: “La nostra è stata una scelta di principio per rafforzare il nostro sistema valoriale, maturata nell’ambito di ragionamenti comuni sia alla parte pubblica sia al socio industriale ACEA S.p.A.. Siamo un ente con volumi relativamente piccoli di incarichi legali affidati esternamente, ma con rinnovata attenzione ai principi della trasparenza e della concorrenza. Stiamo anche aggiornando il sito e implementando con dati ulteriori gli obblighi di trasparenza richiesti alle società pubbliche, nonostante la nostra composizione societaria mista non lo richieda puntualmente. In questo ambito abbiamo deciso di dotarci di uno strumento informatico che potesse rispondere alle esigenze poste dal recente contesto normativo in un’area particolarmente “scivolosa” sotto il profilo reputazionale come quella delle modalità di affidamento delle consulenze esterne ed in particolare degli incarichi legali che comunque richiedono la salvaguardia della scelta fiduciaria, non facile da contemperare con altri principi a tutela della libera concorrenza”.

Implementare una piattaforma per la gestione concorrenziale delle procedure di affidamento degli incarichi esterni è un problema oggi in Italia? Come si affronta?

Tiziana Ferrantini: “Si ritiene che il cambiamento possa costituire un problema solo se non si comprendono le motivazioni e gli obiettivi che determinano il processo di innovazione. La strategia, dunque, volta ad innestare nell’organizzazione la comprensione è stata tradotta nella pianificazione, nella comunicazione e nel confronto. In questo modo l’intento condiviso (maggiore trasparenza e più efficienti collaborazioni professionali) costituisce il supporto e la motivazione per superare le eventuali resistenze all’impiego di nuovi strumenti”.

Mario Percuoco: “Non ha costituito affatto un problema, tutt’altro: il cambiamento, all’interno della nostra realtà è considerato come un’opportunità per migliorare i processi interni e l’azione sociale”.

Tiziana Buonfiglio: “È sicuramente una svolta culturale, un cambiamento importante che parte dalla volontà di trasformare il tradizionale modo di gestire il rapporto tra l’azienda e i suoi stakeholder, a favore di una modalità che possa essere percepita più razionale ed equa”

Quanto conta per voi investire in trasparenza e creare “buona reputazione”?

Tiziana Ferrantini: “La reputazione è un asset dell’azienda che determina anche il carattere ed il contenuto dei servizi offerti. Nel caso Acqualatina, ci troviamo a gestire un servizio, quello della somministrazione del servizio idrico integrato, di primaria rilevanza per la collettività. La trasparenza concorre a generare la qualità della reputazione, ed insieme i due cardini devono informare l’attività della Società anche nei rapporti con gli stakeholder. Dunque più che investire nella reputazione, possiamo dire che è la reputazione ad essere un buon investimento”.

Mario Percuoco: “Per la G.O.R.I. S.p.A. la “buona reputazione” è uno degli obiettivi primari così come, più in generale, per tutte le aziende che operano nel settore dei servizi pubblici.  L’esigenza reputazionale è e deve essere, infatti, il corollario di processi trasparenti e di un servizio di qualità all’utenza”.

Tiziana Buonfiglio: “Moltissimo. L’aspetto reputazionale è un fattore del quale non si può non tener conto se si gestiscono servizi essenziali per le persone, anche se si opera in regime di monopolio naturale. Alcune realtà, per rispondere alla crescente esigenza di trasparenza, hanno optato per l’accesso civico generalizzato, noi preferiamo orientarci verso l’innalzamento del livello di trasparenza del sito istituzionale”.

Come pensate che gli avvocati vedranno questa scelta e qual è il vostro punto di vista al riguardo?

Tiziana Ferrantini: “La Società non può che affidarsi a Professionisti che condividono i propri principi ed intenti quali, tra gli altri, la trasparenza. Il predetto meccanismo non mette in discussione il rapporto fiduciario ma lo rafforza in quanto instaura relazioni fondate sul cardine della concorrenza regolamentata e della meritocrazia. Inoltre, l’adozione di un meccanismo che mette in competizione le qualità professionali può, di certo, costituire uno stimolo anche per i Professionisti i quali, sottoposti ad un assessment, potranno, con certezza, meglio evidenziare, sul mercato, i propri punti di forza, specie se risultanti aggiudicatari di incarichi proprio in base alle loro specifiche competenze”.

Mario Percuoco: “Come già anticipato, abbiamo deciso di avvalerci della piattaforma per poter essere supportati delle migliori professionalità sul mercato. In quest’ottica, la concorrenza è un’opportunità”.

Tiziana Buonfiglio: “Che gli avvocati possano interpretare la scelta di optare per la concorrenza come una messa in discussione del rapporto fiduciario è una reazione possibile e comprensibile. La sfida è trovare un punto di equilibrio. Lo scenario potrebbe anche offrire una modalità di far emergere i professionisti sul territorio, dando loro la possibilità di distinguersi a confronto con i grandi brand”.

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Un grande ringraziamento ai protagonisti di queste preziose testimonianze, che rendono la sensazione che il mondo pubblico sia oggi di fronte a una nuova sfida sul terreno del legal procurement. Un terreno nel quale le parole chiave sono oggi trasparenza, concorrenza e qualità. In una parola, digitalizzazione.

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