17 Maggio 2019

Una nuova Università per il nuovo avvocato

SUSANNA TAGLIAPIETRA

Immagine dell'articolo: <span>Una nuova Università per il nuovo avvocato</span>

Abstract

Il futuro è oggi: la professione legale sta evolvendo velocemente e all’Università non solo spetta stare al passo coi tempi, ma anche saperli interpretare e anticipare. L’Università di Padova ne darà concreta prova il prossimo 27 giugno con il primo Legal Day d’Italia.

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L'avvocato è tale perché ha ottenuto una laurea in Giurisprudenza, proviene da studi giuridici, si è formato sostenendo prevalentemente esami di diritto.

Guardando la situazione dal punto di vista opposto: la scuola di Giurisprudenza ha il compito irrinunciabile di costruire l'impalcatura sostanziale dell'avvocato, una struttura di solida formazione giuridica, quelle che adesso sono chiamate hard skills.

…chi è oggi l’avvocato?

Ma la professione dell'avvocato è ormai irreversibilmente cambiata.

L'avvocato, intanto, non è più solo l'esperto che interviene presso il cliente per risolvere l'aspetto giuridico di un problema che è emerso superando la soglia di criticità, o è addirittura già sfociato in un contenzioso.

Il consulente legale deve essere in grado di inserirsi all'interno della struttura organizzativa dell'azienda cliente: interpretare una questione giuridica richiede inevitabilmente di conoscere il business dal quale il problema si è originato e quali variabili lo influenzano (finanziamenti, flussi di cassa, profili fiscali).

C'è allora la necessità per l'avvocato di coordinarsi con le altre funzioni aziendali: con l'area economica per analizzare costi, budget; con l'area finanziaria per negoziare i rapporti con le banche, per valutare la sostenibilità finanziaria dell'operazione; con l'area commerciale e marketing per valutare la contrattualistica, la modulistica,  e perfino per analizzare il sito web dell'azienda sotto il profilo di eventuali violazioni della concorrenza, della proprietà intellettuale o della tutela del consumatore.

Quando poi si presenta un tema che impatta sulla struttura aziendale occorre saper "leggere" il corretto dimensionamento organizzativo dell'azienda, l'eventuale strutturazione in rami d’azienda, i rapporti coi dipendenti.

Solo la giurisprudenza non basta

Il giurista d'impresa, insomma, è uscito dal suo ufficio per interfacciarsi con tutte le funzioni aziendali, deve coordinare, rassicurare, deve avere leadership e capacità di negoziazione.

Ma il mestiere dell'avvocato è cambiato anche nel diritto di famiglia: le ultime riforme hanno definitivamente sancito l'ingresso di strumenti per la composizione non conflittuale delle crisi di coppia; la L. 54/2006 ha introdotto il tema della “bigenitorialità” che richiede alla coppia in crisi di mantenere e rafforzare la responsabilità genitoriale nei confronti dei figli e la successiva L. 219/2013 ha sostituito alla potestà genitoriale l'idea di responsabilità.

La mediazione familiare è ormai una vera e propria disciplina trasversale che utilizza, accanto alla competenza giuridica, conoscenze di sociologia e di psicologia, e soprattutto tecniche specifiche di negoziazione del conflitto finalizzate alla conclusione di accordi consapevoli che possano mantenersi nel tempo.

Al di là e oltre le nuove competenze richieste al nuovo avvocato, c'è non ultimo un cambio di mentalità da assecondare.

Avvocato manager

La vocazione dell'avvocato che affianca l'impresa deve essere sempre più quella di un manager tra i manager: l'avvocato per primo deve ragionare in modo organizzato, saper programmare e pianificare, deve essere capace di lavorare in team, deve riconoscere e dare al cliente l’indicazione degli aspetti diversi da affrontare, avvalendosi nel caso di altri professionisti e dialogando nel loro linguaggio.

…e l’Università?

A questo cambiamento l'Università non può restare insensibile, un corso di laurea in Giurisprudenza deve occuparsi non solo della cultura giuridica di base e specifica, ma anche di tecniche di negoziazione e soluzione stragiudiziale delle controversie, di principi di contabilità e bilancio, di informatica e intelligenza artificiale.

Quelle che fino a poco tempo fa si sarebbero chiamate soft skills sono ora parte portante della formazione dell'avvocato e non possono rimanere chiuse fuori dalle porte dell'Università.

Va da sé che anche il modello formativo per la professione legale offerto dall'Università non può più essere unico: quello che si richiede all'avvocato di diritto di famiglia non coincide con la competenza che il mercato si aspetta dal legale d'impresa, o dal legale di un ente pubblico.

Esemplare è il cambiamento radicale della offerta formativa della Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Padova, cinque percorsi formativi distinti dove trovano posto le diverse declinazioni della professione legale moderna: un percorso per le professioni legali classiche (avvocato, notaio, magistrato), un percorso per le istituzioni pubbliche, un percorso impresa e mercati, un percorso per il giurista internazionale, senza dimenticare l'opzione di un percorso storico culturale. Cliniche legali ed esercitazioni pratiche prestano particolare attenzione agli aspetti pratici dell’attività del giurista tramite apposite esercitazioni e simulazioni.

La provocazione, insomma, è stata raccolta e il futuro del mercato legale sarà celebrato il prossimo 27 giugno a Padova con un evento in cui la tradizione e l’eccellenza nella formazione accademica si confronteranno con i temi del legal procurement, compliance e sostenibilità, aziendalizzazione degli studi legali, ruolo della tecnologia nella professione legale, marketing degli studi e nuovi modelli di comunicazione, dimensione individuale del giurista e percezione sociale del servizio legale. Protagonisti e non solo spettatori: studenti e neolaureati in Giurisprudenza, futuri attori del Mercato Legale 4.0.

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