25 Gennaio 2023

Elementi che contraddistinguono la digitalizzazione dello Studio legale

MANFREDI CAMICI

Immagine dell'articolo: <span>Elementi che contraddistinguono la digitalizzazione dello Studio legale</span>

Abstract

La pandemia ha imposto al mondo legal la necessità di stare al passo con i tempi. Tuttavia, se è vero che sono stati fatti passi importanti in direzione della rivoluzione digitale, è altrettanto vero che questa trasformazione non è ancora completa. La digitalizzazione implica, in primo luogo, un cambiamento del modo di pensare la professione e lo Studio legale, e i dati sottolineano la scelta vincente dei player del mercato legale che decidono di investire nel futuro.

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La digitalizzazione dello Studio legale

 

La pandemia ha costretto il mondo ad aggiornarsi, portando il domani nel presente. Questo è certamente vero anche per il settore legal che in questi anni ha visto nella digitalizzazione una delle principali risorse per far fronte alle difficoltà. La tecnologia, infatti, è uno dei principali driver a garantire una maggiore resilienza e ad aumentare le performance, l’efficienza e la produttività.

Secondo lo studio, Wolters Kluwer Future Ready Lawyer Survey 2022, che raccoglie le opinioni di avvocati provenienti dagli Stati Uniti e da 10 paesi europei, la digitalizzazione è fondamentale per far fronte alle principali sfide della professione forense, rivelandosi decisiva per le maggiori aspettative in termini di performance, la capacità di attrarre e trattenere i giovani talent, facendo fronte al fenomeno delle Great Resignation, la possibilità di rendere il workflow più efficiente, migliorare la propria competitività, e far fronte all’intensificarsi delle richieste di compliance con le tematiche ESG.

In questo contesto, il livello di digitalizzazione ha segnato la differenza tra gli Studi legali che sono stati capaci di trasformare i loro modelli organizzativi, la relazione con il cliente, introducendo nuovi servizi e modificando il proprio business e quelli che invece sono rimasti indietro. Questo dato è emerso all’interno dell’indagine dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale PoliMi, che ha sottolineato come gli studi legali mostrino una buona sensibilità per le tecnologie gestionali ordinarie, ma siano pochi coloro che prestano attenzione alle tecnologie più avanzate. L’89% degli studi si è dotato di sistemi di videoconferenza, ma solo il 44% ha introdotto servizi per la dematerializzazione dei documenti e ancor meno, il 33% ha ampliato la possibilità di lavorare da remoto. Solo il 26% inoltre ha introdotto tecnologie per migliorare l’efficienza interna.

Il dato è confermato anche dal Future Ready Lawyer Survey 2022, secondo cui gli studi legali che più investono in tecnologia sono quelli che hanno rendimenti maggiori: il 63% degli studi legali leader tecnologici ha dichiarato un aumento della propria redditività superiore a quello degli altri studi.

 

Gli elementi che contraddistinguono la digitalizzazione degli Studi legali

 

Secondo la ricerca, sempre il 63% degli avvocati prevede di incrementare gli investimenti in digitalizzazione e nei software a supporto dell’attività legale nei prossimi 12 mesi. Questa è la classifica degli elementi che sono stati individuati come prioritari dagli studi professionali:

  1. Gestione dei documenti;
  2. Strumenti di Cyber Security e criptaggio; Digitalizzazione dell’iter giudiziario;
  3. Gestione delle conoscenze;
  4. Gestione digitalizzata delle riunioni aziendali e delle attività di voto/ Firma elettronica
  5. Gestione contatti e clienti, CRM;
  6. Software di collaborazione / Strumenti a supporto del processo decisionale (ad es. analisi predittiva);
  7. Software per la gestione/analisi statistica dei contratti;
  8. Software per la gestione dei rischi di terzi;
  9. e-discovery.

Le tecnologie più importanti per gli Studi legali sono: gestione dei documenti, strumenti di Cyber Security e criptaggio e digitalizzazione dell’iter giudiziario.

Inoltre, è stato chiesto agli avvocati di individuare anche quelle tecnologie che a loro avviso rivoluzioneranno in futuro la professione e l’attività degli studi legali e l’81% ha dichiarato che i Big Data e l’analisi predittiva avranno un impatto sullo studio, il 77% ha indicato il Machine Learning, il 73% l’intelligenza artificiale e il 71%, invece, ha indicato la Blockchain.

Nonostante i dati positivi, emerge però un paradosso non di poco conto. Se è vero che gli Studi legali sono pronti a investire in digitalizzazione, è altrettanto vero che solo il 35% degli avvocati dichiara di comprendere molto bene la portata dei cambiamenti tecnologici e l’impatto che le tecnologie transizionali avranno nei prossimi tre anni. Inoltre, solo il 36% degli avvocati afferma che la propria organizzazione è molto preparata per affrontare i trend più significativi che secondo loro avranno un impatto nei prossimi tre anni.

La causa di questo rallentamento che causa la resistenza alla tecnologia, secondo l’opinione del 47% degli studi legali, è stata la scarsa competenza in ambito tecnologico degli avvocati stessi, laddove il 43% è legato ad aspetti organizzativi e solo il 10% ad aspetti economici. Non a caso, sono molti gli avvocati a essere preoccupati che il proprio studio non sia preparato su una serie di aree prioritarie per la digitalizzazione.

 

Digitalizzazione, work-life-balance e talent

 

Un’altra questione fondamentale per gli Studi legali, sempre legata al tema della digitalizzazione e dell’innovazione e che è stata sottolineata dagli avvocati, è il tema dello Smart Working quale strumento indispensabile per garantire una maggiore flessibilità, aumentare il work-life-balance e migliorare autonomia e produttività in modo tale da garantire l’attraction e la retention dei giovani talenti. In futuro, infatti, il 72% degli avvocati si aspetta di lavorare da remoto da casa per l’intero orario di lavoro o parte di esso, mentre l’83% ritiene sia estremamente o molto importante lavorare per uno studio che faccia leva appieno sulla tecnologia. In questo senso, la tecnologia risulta fondamentale per riuscire a coniugare a 360° l’aspetto lavorativo, la crescita professionale con il benessere personale. Purtroppo, solo il 28% degli avvocati ritiene che il proprio studio sia adeguato ad affrontare le sfide poste in atto dall’impatto sempre maggiore della “Great Resignation” che ha colpito il 70% degli studi stessi.

 

Conclusione

 

Dai dati emerge che solo un adeguato livello di digitalizzazione è in grado di assicurare vantaggi competitivi sul medio-lungo periodo, connessi alla possibilità di sfruttare e impostare nuovi modelli di business fondati su processi più efficienti e più sostenibili. A sua volta però la trasformazione digitale dello Studio legale si basa sulla capacità di saper cogliere il cambiamento del paradigma culturale in atto nella professione forense.

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