27 Marzo 2019

Giurista d'impresa & avvocato d'affari

SARAH CARTASEGNA

Immagine dell'articolo: <span>Giurista d'impresa & avvocato d'affari</span>

Abstract

Quali sono le principali differenze e i tratti in comune tra l’avvocato d’affari e il giurista d’impresa? Scopriamo due facce della stessa medaglia.

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Le differenze

La principale differenza tra il giurista d'impresa e l'avvocato nato e cresciuto in uno studio legale, grande o piccolo che esso sia, sta in quello che potremmo definire il loro "marchio di fabbrica" cioè nella "collocazione" finale dopo un percorso di studi comune. Mi spiego meglio:

  1. Il primo è un professionista che svolge un servizio a favore di un'azienda
  2. il secondo è un punto di riferimento che brilla di luce propria.

Entrambi non sono altro se non la naturale declinazione di due mondi diversi che oggi più che mai si incrociano ma che rimangono distinti. Il giurista d'impresa si auto interpreta come primus inter pares rispetto alle altre funzioni aziendali ed è sì consapevole dell'importanza del proprio ruolo, ma sa anche che ciò che più conta è il prodotto o il servizio che la società eroga.

L'avvocato d'affari è focalizzato sulle proprie competenze, sulla propria formazione professionale e sulla propria crescita; ovviamente anche lui non può prescindere dalla soddisfazione dei propri clienti, ma in prima battuta è un professionista piuttosto self centred, che ha a cuore il proprio ruolo.

I tratti comuni

Esistono però molti tratti in comune tra le due figure: il giurista d'impresa non può trascurare la propria formazione e il necessario e costante aggiornamento normativo e non vuole lasciare da parte la propria crescita professionale (ed economica!), è responsabile di un gruppo di lavoro, talvolta nutrito, che si affida a lui come al capitano di una nave, allo stesso modo l'avvocato d'affari deve saper comprendere le esigenze di business dei propri clienti e non può essere privo di competenze manageriali. Basti solo pensare che l'avvocato che gestisce uno studio legale è alla guida di una struttura che, grande o piccola che sia, deve essere organizzata e gestita al meglio per poter sopravvivere in un mercato competitivo come quello attuale e deve saper trattenere e far crescere le risorse più junior.

Scambio di poltrone

Due funzioni che seppur affini, rischiamo spesso di non capirsi, o meglio di non capire le reciproche prospettive. È quindi evidente che entrambi i ruoli trarrebbero enorme giovamento se fosse possibile, come succede nei film, uno scambio di poltrone. Il giurista d’impresa da un lato comprenderebbe quanto è difficile capire dall'esterno i meccanismi aziendali, il linguaggio giuridico e non giuridico che va utilizzato, i tempi di risposta che a volte non sono immediati da parte delle varie funzioni, gli stalli decisionali. Dall’altro all’Avvocato d'affari sarebbe immediatamente più chiaro quanto possano essere spiacevole certe abitudini, come per l'azienda il turn over di giovani avvocati che si avvicendano sulla stessa pratica, le risposte perfette (magari notturne) ma poco pratiche, il socio che appare solo al kick off meeting e poi al closing, il parere in punta di diritto che lascia l'azienda con lo stesso problema di prima. Sul tema segnalo anche l’Ebook pubblicato da 4cLegal l’anno scorso “Aziende & Studi” che nasce dalla dialettica, spesso difficoltosa, tra giuristi d’impresa e Avvocati nei processi di affidamento dei servizi legali.

Concludendo, lo scambio di poltrone sarebbe certamente un esperimento interessante: entrambi i protagonisti del mercato legale potrebbero cogliere il meglio dell'altro mondo e a farlo proprio. E come nella vita, sapersi mettere nei panni degli altri permette di ampliare le proprie prospettive, ma soprattutto permette di migliorarsi e crescere -in questo caso- nella propria professione.

In sintesi: “Role playing”. Giuristi d’impresa e avvocati d’affari, siete pronti a giocare?

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