09 Novembre 2020

Il finanziamento del contenzioso: una misura di sostenibilità nel mercato legale, anche per gli Avvocati

DAVIDE DE VIDO

Immagine dell'articolo: <span>Il finanziamento del contenzioso: una misura di sostenibilità nel mercato legale, anche per gli Avvocati</span>

Abstract

Lo stato attuale dell'avvocatura italiana non può definirsi certamente "sostenibile", e questo per molte ragioni. Il finanziamento del contenzioso può essere una misura efficace per migliorare la situazione: non solo facilitando l'accesso alla giustizia per i clienti degli avvocati, ma anche fornendo soluzioni ad-hoc a questi ultimi per delle strategie più solide sul mercato. La FiDeAL (il primo provider italiano di finanziamento del contenzioso) è impegnata su questo fronte, e analizza la situazione nel suo complesso.

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L’attuale, poco sostenibile stato dell’avvocatura italiana

L’abolizione delle «tariffe forensi» nel 2006 e la successiva crisi economica del 2008 hanno profondamente segnato l’avvocatura italiana. In particolar modo la seconda, che ha reso anemici i mercati e determinato una significativa contrazione dei consumi per assenza di liquidità ed il fallimento di molte aziende, ha avuto un violento impatto sulla professione di avvocato.

A tanto si aggiunga la cronica crisi del sistema giudiziario italiano che da tempo non gode della fiducia né di coloro che chiedono giustizia né di eventuali investitori stranieri, che anzi vedono nei lunghi tempi della giustizia e nel suo essere farraginosa e burocratizzata un ostacolo agli investimenti.

Gli effetti degli eventi sopra indicati sullo stato dell’avvocatura italiana sono ben sintetizzati nel rapporto CENSIS dello scorso autunno; in pillole:

  • gli avvocati under 35 costituiscono circa il 12% della popolazione totale forense attiva, il che denota la scarsa capacità della categoria di attrarre nuove leve e rinnovarsi;
  • sebbene le donne sono oramai il 50% di tutti gli avvocati italiani, esiste una persistente notevole discrasia reddituale rispetto agli uomini. Si pensi che mentre le donne registrano un reddito medio annuo lordo di 24.378 €, gli uomini godono di un reddito medio annuo lordo di 53.631 €;
  • il reddito medio annuo lordo di un avvocato in Italia è di poco superiore ai 35.000 €;
  • un avvocato su quattro non arriva produrre un reddito superiore a 10.600 € annui lordi mentre quasi il 7% della popolazione forense non dichiara alcun reddito.

Questa delineata situazione di incertezza nella quale versa l’avvocatura italiana, trova peraltro riscontro nella vita professionale quotidiana.

Leggendo i post sui gruppi di avvocati nei vari social network, le lamentele sulla difficoltà di esercitare la professione, le preoccupazioni per il futuro e le richieste di interventi economico/strutturali sono all’ordine del giorno.

Insomma, un panorama decisamente poco «sostenibile»!

La scelta di questo aggettivo intende deliberatamente portare l’analisi nell’alveo del concetto di «sostenibilità», così comune oggi nella cultura d’impresa, ma ancora poco accostato alle dinamiche della comunità legale. Un ritardo che 4cLegal sta contribuendo a colmare con l’iniziativa “La Direzione Legale Sostenibile” di cui FiDeAL è Partner.

L’avvocatura, tuttavia, non può limitarsi ad attendere interventi solutori delle Istituzioni ma deve viceversa assumere un ruolo proattivo per migliorare e rendere più sostenibile la propria condizione generale.

Volendo ispirarsi ai cambiamenti organizzativi e di governance (quest’ultima, non a caso, une delle tre “gambe” su cui si regge l’intero concetto di sostenibilità, insieme all’Environmental ed al Social) dello studio legale che le principali firme italiane del mercato hanno adottato o stanno adottando, per migliorare l’“avvocato medio” dovrà cambiare quasi radicalmente l’approccio alla professione ed aprirsi alla innovazione e a progetti sinergici.

 

…e poi venne il COVID-19

Gli avvocati italiani, già messi a dura prova dalla crisi economica del 2008, sono stati ulteriormente colpiti dalla recente crisi sanitaria (COVID-19) che ha determinato il fermo delle attività economiche e produttive nonché il fermo della giustizia, con pesanti ripercussioni sulle attività legali; altre presumibilmente si manifesteranno nei prossimi mesi anche se oggi non se ne conoscono ancora i contorni.

Ancora una volta, questa situazione non è solo teorica, ma trova riscontro nella quotidianità, tanto è vero che circa un avvocato su due ha fatto richiesta del c.d. «bonus 600 €» che nella sostanza conferma il quadro fotografato dal predetto rapporto CENSIS

Come si sta muovendo l’avvocatura per fronteggiare e reagire a questa ulteriore crisi?

Intravediamo una netta spaccatura: da una parte le grandi etichette legali italiane che hanno reagito, o stanno reagendo, ripensando il modello di business legale e l'organizzazione dello studio, e investendo su innovazione tecnologica e di competenze; dall'altra lo studio legale medio/piccolo, ovvero la stragrande maggioranza degli studi legali italiani, che non ha le possibilità strutturali e/o la forza economica per cambiare e stare al passo delle legal firm e delle richieste della clientela e che, di conseguenza, cerca di sopravvivere nel mercato.

La popolazione forense “media”, per affrontare e superare la somma delle due crisi dovrà quindi sforzarsi e mutare il modo di concepire l'attività. Potrà farlo ricorrendo a nuovi modelli di business sostenibili e utilizzando nuovi strumenti per attuarli, cercando di interpretare sempre di più la propria attività, seppur con i dovuti adeguamenti, come una attività di impresa.

 

Il Finanziamento del contenzioso: uno strumento di sostenibilità?

Uno strumento oggi a disposizione anche degli avvocati per mutare ed innovare il loro approccio alla professione forense in senso sostenibile è quello del «finanziamento del contenzioso».

Nella sua tradizionale accezione, «Finanziamento del contenzioso» (o «Third-Party Litigation Funding») è il contratto in virtù del quale un fondo investe nel contenzioso civile/commerciale di terze parti assumendo totalmente o parzialmente i costi di procedura ed il rischio di insuccesso dell’iniziativa giudiziale o arbitrale, in cambio di una success fee.

Le “litigation funding solutions” si rivolgono tanto agli individui quanto alle imprese, e non mancano soluzioni ad hoc per gli Avvocati e la classe forense.

 

Le soluzioni per lo studio legale

Le soluzioni di «finanziamento del contenzioso» specifiche per lo studio legale rappresentano una evoluzione in senso flessibile e modulare dell’istituto tradizionale, sono state introdotte da FiDeAL -che è il primo service provider italiano di “litigation funding solutions” - per creare una vera e propria partnership (finanziaria) tra il professionista ed il fondo di investimento.

Le soluzioni, che possono riguardare sia un singolo caso specifico sia un portafoglio di pratiche, prevedono il finanziamento delle competenze legali, determinate su base tabellare o percentuale o mista, oppure degli esborsi, ovvero delle somme necessarie per compiere i diversi adempimenti processuali, oppure l’insieme di queste voci.

Le principali caratteristiche del law firm funding sono:

  • che il finanziamento è pro-soluto;
  • che il finanziamento può riguardare casi singoli o portafogli di casi;
  • che il finanziamento può riguardare una controversia o più controversie in qualsiasi fase e grado di giudizio;
  • che il portfolio funding può riguardare un mix di pretese attive e passive.

e molte altre.

Le opportunità per lo studio legale che accede alla finanza legale sono:

  • la condivisione del rischio;
  • il fornire servizi a prezzi competitivi;
  • la gestione ed il controllo dei flussi di cassa;
  • il potenziale aumento della reddittività delle prestazioni.

 

Conclusioni

In definitiva, il «finanziamento del contenzioso» favorisce una svolta in senso sostenibile dell’attività legale perché induce anche le realtà medio-piccole ad un diverso ed innovativo approccio alla professione partendo dall'organizzazione e dalla governance dello studio, per arrivare alla ricerca e alla allocazione delle risorse economiche, che consentono di ampliare la gamma dei servizi offerti oppure consolidare quelli caratterizzanti lo studio.

Nel breve/medio periodo ciò può favorire una maggiore redditività dell'attività legale e, dato non certo secondario, permettere alla clientela portatrice di pretese meritorie, sebbene priva delle necessarie risorse finanziarie, di accedere alla giustizia.

Nel lungo periodo si crea un circolo virtuoso che andrà a riflettere il proprio effetto benefico sull’intero sistema giudiziario, tanto a vantaggio di coloro che chiedono giustizia, quanto a vantaggio dell’intero sistema giudiziario e quindi economico del Paese. È noto infatti che un sistema giudiziario efficiente attira investimenti e accresce la ricchezza del Paese.

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